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Il nostro Comune è piccolo. Siamo comunque soggetti all’obbligo?

L’articolo 4 dell’AI Act si applica a ogni organizzazione che utilizza sistemi di IA, indipendentemente dalla dimensione. Se il Comune usa un protocollo informatico con classificazione automatica, SPID o PagoPA, è un deployer. Le quattro fasce dimensionali dell’abbonamento servono ad adattare il servizio alla realtà di Comuni di ogni dimensione.

Cosa rischia il Comune se non si adegua?

Le sanzioni previste dall’art. 99 dell’AI Act per gli enti pubblici possono raggiungere i 15 milioni di euro. Il Garante ha programmato 40 accertamenti nel primo semestre 2026. Un’ispezione che trova il Comune senza formazione, senza DPIA e senza registro strumenti genera un problema che va oltre la sanzione economica.

Cos’è la FRIA e quando diventa obbligatoria?

La FRIA è la Valutazione d’Impatto sui Diritti Fondamentali, prevista dall’art. 27 dell’AI Act. Diventa obbligatoria il 2 agosto 2026 per i deployer di sistemi di IA ad alto rischio — come la videosorveglianza con analisi comportamentale o il software di gestione priorità nei servizi sociali. Il kit compliance include una FRIA precompilata con 7 sezioni e l’analisi di 6 diritti fondamentali.

La formazione è valida ai fini dell’art. 4 dell’AI Act?

Ogni percorso è tracciato individualmente e rilascia un’attestazione che riporta nome del dipendente, profilo professionale, monte ore, data di completamento e denominazione dell’ente. Questa attestazione è la documentazione da esibire in caso di accertamento ispettivo.

Come si acquista il servizio?

Con le ordinarie procedure degli enti locali: affidamento diretto o MePA. Il kit compliance include le determine precompilate per entrambe le procedure.


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